Michelangelo Buonarroti
Il grande artista del rinascimento, secondo alcuni nato a Chiusi della Verna
Il nome di Michelangelo porta subito la mente ai suoi capolavori riconosciuti in tutto il mondo: il David a Firenze, l’affresco della Cappella Sistina a Roma con il grande Giudizio Universale, la Pietà, il Mosè o il monumentale complesso delle Tombe Medicee nella Sacrestia Nuova di San Lorenzo. Scultore, pittore, architetto e poeta, è stato uno degli artisti di primo piano del Rinascimento, con opere di immensa grandezza che, ancor oggi, affascinano ed emozionano la nostra vista. Caprese Michelangelo e Chiusi della Verna rappresentano due importanti luoghi della sua vita, poiché in questo territorio Michelangelo è nato e ha mantenuto profondi legami.
Dal 1385 il centro montano di Chiusi della Verna non fu più munito di un feudo antico, ma divenne il capoluogo di una giurisdizione civile, incorporato nello stato fiorentino. I territori di Chiusi e Caprese vennero aggregati in un’unica giurisdizione e nel 1474 la repubblica fiorentina incaricò Ludovico Leonardo Buonarroti di risiedere come podestà di questi due territori con l’obbligo di risiedere alternativamente nella Rocca di Chiusi e nel palazzo Pretorio di Caprese. Proprio in questo periodo, il 6 marzo 1475, nacque Michelangelo.
Come riportato dallo stesso Vasari:
“Nacque dunque un figliolo sotto fatale e felice stella in Casentino, d’onesta e nobil donna, l’anno 1474 a Lodovico di Lionardo Buonarroti Simoni…A quel Lodovico, essendo podestà quell’anno del Castello di Chiusi e Caprese, vicino al Sasso della Verna, dove San Francesco ricevè le Stimate, diocesi aretina, nacque dico un figliolo il sesto dì di Marzo, la domenica intorno alle 8 di notte, al quale pose nome Michel Angiolo.”
Sull’attribuzione del luogo natale di Michelangelo nacquero diverse diatribe tra i territori di Chiusi e Caprese. Se l’ipotesi oggi più accreditata attribuisce a Caprese l’indiscusso onore di avere generato il grande genio dell’arte rinascimentale, approfonditi studi condotti presso l’Archivio di Stato di Firenze, l’Archivio di Casa Buonarroti e il Kunsthistorisches Institut sempre di Firenze riportano la tesi sostenuta da tutti i biografi fino al XVII secolo, ovvero che Michelangelo Buonarroti è nato nel Casentino, nel castello di Chiusi Nuovo, vicino al Sasso della Verna.
ITINERARIO DI MICHELANGELO
Michelangelo è nato nel territorio aretino, terra che ha ispirato la sua arte.
A Chiusi della Verna il grande artista ha probabilmente trascorso dei periodi di vita, tanto che i profili dei monti della Verna e i paesaggi del piccolo borgo sono impressi sullo sfondo di alcune delle sue più importanti opere: la Creazione di Adamo, il Tondo Doni, la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo, a testimonianza del profondo amore che l’artista nutriva per questi luoghi.
LA CASA NATALE – MUSEO MICHELANGIOLESCO
La casa Natale era la sede della Podesteria dove risiedeva il padre ed è da questo edificio che parte l’itinerario per scoprire i luoghi di Michelangelo. La casa ha sede presso la rocca di Caprese Michelangelo ed è costituita da tre edifici principali: il Palazzo del Podestà, il Palazzo Clusini e la Corte Alta, oltre a un giardino con esposizione all’aperto racchiuso dentro la cinta muraria. Proprio all’interno della casa del podestà fu fondato nel 1875 il museo michelangiolesco, per celebrare il centenario della nascita dell’artista, inaugurato ufficialmente solo nel 1964 in occasione del centenario della sua morte. Il museo intende documentare l’opera di Michelangelo e celebrarlo con opere scultoree di autori dell’ottocento e del novecento. L’antica costruzione attualmente raccoglie riproduzioni risalenti al XIX secolo delle opere originali che Michelangelo eseguì nel corso della sua vita; si tratta di calchi in gesso, donati dalle Gallerie Fiorentine nel 1873 che hanno ormai un grande valore storico e didattico, essendo rare ed in alcuni casi uniche copie fedeli delle opere michelangiolesche. Si possono ammirare tra le più importanti il Tondo Pitti, il San Giovannino, la testa del David e il gesso del Cupido.
Al suo interno si conservano anche numerose sculture di autori contemporanei e parte della “Collezione Guidoni” di scultura otto-novecentesca rendendo così la casa natale un museo della scultura dal Rinascimento ad oggi.
LA ROCCIA DI ADAMO
L’itinerario alla scoperta di Michelangelo continua a Chiusi della Verna per scoprire i paesaggi che hanno ispirato l’Artista per alcune sue importanti opere, quali la Creazione di Adamo, affresco realizzato nella volta della Cappella Sistina a Roma, e il Tondo Doni. In entrambe le opere infatti si trova impressa l’inconfondibile sagoma del monte Penna vista da Chiusi.
Il paesaggio che fa da sfondo alla Creazione di Adamo può essere ammirato nei pressi della Podesteria di Chiusi della Verna, proprio dove soggiornava il padre dell’Artista durante il suo mandato. La somiglianza tra il paesaggio reale e quello riprodotto da Michelangelo nella Capella Sistina è talmente forte da lasciar pensare che l’Artista abbia realizzato l’affresco tenendo conto di un disegno o di uno schizzo preparatorio preso direttamente sul posto. Infatti nell’opera non solo si riconosce il profilo del monte Penna, ma anche le rocce su cui poggia semidisteso Adamo hanno una precisione fotografica con quelle reali, tanto che il contorno del corpo coincide esattamente con i massi presenti ancor oggi sul luogo. Proprio per questo l’area è stata chiamata la Roccia di Adamo. Non si hanno notizie sulla presenza di Michelangelo in queste terre oltre la sua nascita, ma la precisione dei paesaggi da lui riprodotti fanno riflettere che da qui sia passato, forse proprio in cerca della sue origini.
IL TONDO DONI
A Chiusi della Verna si possono scoprire dei paesaggi che hanno ispirato Michelangelo per alcuni dei suoi capolavori: la Creazione di Adamo, il Tondo Doni, la Crocifissione di San Pietro e la Conversione di San Paolo; in tutte queste celebri opere, infatti, si trova impressa l’inconfondibile sagoma del monte Penna vista da Chiusi. Come indica Simmaco Percario, uno studioso di Michelangelo, su un suo saggio: “Guardando di fronte il Tondo Doni, si nota facilmente nella parte alta a destra un paesaggio montano che presenta una somiglianza impressionante con il profilo inconfondibile della scogliera della Verna”.
L’inserimento di questo paesaggio nel dipinto non avvenne casualmente, ma si spiega con i legami che l’artista e la sua famiglia ebbero con i francescani e La Verna. Infatti, prima di Ludovico Buonarroti, padre di Michelangelo, erano stati Podestà a Chiusi anche il bisavolo dell’artista Buonarrota di Simone di Buonarrota (nel 1404) e il nonno Leonardo di Simone (nel 1424). La Repubblica Fiorentina assegnò quindi più incarichi politici sempre alla famiglia Buonarotti nel contado di Chiusi e Caprese, dove si trovava proprio il più importante Santuario francescano della Toscana.
La presenza della Verna nel Tondo Doni, inoltre, potrebbe essere stata voluta dallo stesso committente, il mercante Agnolo Doni, iscritto all’Arte della Lana di Firenze; questa corporazione, infatti, sin dal 1432 era protettrice del Santuario della Verna e intervenne più volte in aiuto della comunità francescana.